di cognome ALTER EGO del don VERZE' noto prete e affarista, come ben lo identifica ODIFREDDI nel suo sapido blog dal titolo espressivo I MIRACOLI DI DON VERZE', lettura utile anche per qualche pennellata sui rapporti fra il San Raffaele e il nostro amato PdC.

e di miracoli ne deve aver promessi tanti e qualcuno tenuto in serbo a futura memoria tanto da spingere il Vaticano a intervenire perché in grado di sanare il buco di quasi UN MILIARDO di EURO ovviamente.

ascoltando stamattina la solita PRIMA PAGINA condotta questa settimana da una eroica collaboratrice de IL FOGLIO, ero rimasto perplesso nel sentirla rispondere a un ascoltatore quasi non sapesse niente della situazione contabile della azienda dei miracoli eppure era molto noto che tutto stava precipitando e solo l'intervento VATICANO lasciava sperare in un accordo fra creditori e Istituzione.
la lettura de Il Foglio spiega molto di questo atteggiamento, decisamente riverente e con il dente avvelenato proprio verso l'intervento Vaticano, anche per cose di molti anni prima. Già perché il Cal con quasi vent'anni di meno aveva già avuto a che fare con problemi di tangenti e dintorni e anche allora o, meglio, qualche anno dopo l'intervento Vaticano risolse qualche questione di concorrenza bloccando l'arrivo a Roma del San Raffaele 2. La crisi di allora arrivò, strana coincidenza, in una pausa del Governo Berlusconi. Le indagini le seguiva un erto Antonio DI Pietro che annusava fondi neri all'estero, ma qualche settimana dopo il futuro leader lasciava la toga anche su invito del Silvio a fare il Ministro per lui. 

ma si vede che quel prete santo e affarista affascinava un certo tipo di intellettuali sia fossero CICCIOFERRARA o il più cauto sindaco filosofo MASSIMO CACCIARI, chissà se sotto l'influsso della allora supposta amorevole vicinanza della moglie del PdC. MISTERI ITALIANI.

Interessante è comunque l'articolo de Il Corriere e va diretto al problema soldi quasi sottolineando contrasti fra finanza vaticana e finanza "laica".

Cal è l'interfaccia con banche e fornitori. Aveva elaborato un piano di rientro a inizio 2011: bocciato dalle banche. Gli argini erano già rotti. Di colpo il San Raffaele si trova nella tempesta. Sembra che i debiti siano emersi improvvisamente. Ma non è così. Don Verzé con le sue relazioni ad altissimo livello (Silvio Berlusconi su tutti) e con quella grande abilità nel mescolare scienza e sanità, no profit e business, biotecnologie e jet personali, ha tenuto a distanza banche creditrici e fornitori.

Cal intanto dava una veste contabile minimamente dignitosa agli slanci spesso visionari dell'onnipotente prete-manager. Come la cupola di 60 metri d'altezza sovrastata da una statua di 8 metri dell'angelo San Raffaele. Megalomania allo stato puro che però richiede liquidità. Ed evidentemente c'era. O si trovava. Curare le persone che cos'ha da spartire con gli hotel in Sardegna? O le piantagioni di manghi e meloni in Brasile? E quanti milioni sono stati buttati nella società neozelandese proprietaria del jet su cui viaggiava don Verzé? Era Cal a gestire i «capricci». Quando il coperchio è stato appena un po' sollevato, la «spazzatura» estera è piovuta sui bilanci.

Adesso ci sono gli uomini della Santa Sede. Strana operazione: si sono insediati prima ancora di aver tirato fuori un euro, senza aver fatto una valutazione accurata del gruppo e per questo assumendosi rischi elevati. Perché? Per convenienza dell'affare? Per bloccare il concorrente Giuseppe Rotelli? Per salvare l'Opera? Per evitare lo scandalo di un fallimento e l'irruzione dei pm? Entro fine mese, secondo alcune valutazioni, finiranno i soldi. Il concordato preventivo sembra l'unica strada.

Ma che fine farà la «consorteria» dei Sigilli? Sono i fedelissimi di don Verzé riuniti nell'Associazione Monte Tabor, la super holding semisegreta dove si contano i «soci dedicati» (quelli con più poteri) e i «soci ordinari». Qui, nell'ombra, per anni hanno governato uno dei più grandi e protetti imperi della sanità.

La cassaforte adesso ha perso il suo custode. E forse non è un caso che ieri mattina, subito dopo il suicidio, nell'ufficio di Cal si siano presentati, a caccia di carte contabili, Luigi Orsi e Laura Pedio, i due pm che si occupano dell'inchiesta conoscitiva sulla situazione debitoria del gruppo. Tra quelle carte dovrebbe esserci un documento datato 29 giugno 2011: c'è scritto che don Verzé e Mario Cal avranno per tre anni tutti i poteri sulle attività estere e su altre società. Un colpo di coda. Poi il colpo di pistola.

Ma è il titolo dell'articolo ad essere molto interessante e se fosse in quel titolo il forte legame VERZE'-BERLUSCONI quel DUO così influente da stordire persino il GOVERNATORE VENDOLA e convincerlo a buttare un po' troppe decine di milioni di sudati EURO della regione PUGLIA?

Quegli strani affari all'estero dietro il buco