in effetti per chi vede SOLO i giornali di carta o si è collegato all'alba sugli .it dei nostri quotidiani ha avuto una impressione pressoché totalitaria del tipo: mussulmani, arabi, immigrati, via, mandiamoli a casa e via rassicurando. Del resto con tutti i casini e le polemiche interne al Governo finalmente qualcosa li accomunava. E invece no, tutto da riscrivere, è colpa di un tipo FONDAMENTALISTA CRISTIANO, ha agito da solo (poi forse no), però…

e su quel però ecco fiorire tutta una serie di ipotesi, ad esempio con gli USA che si inventano e costruiscono un finto attentato attribuibile ad Al Quaeda, per mettere una zeppa fra Europa e arabi padroni del petrolio così da mettere fuori gioco l'euro perché il dollaro ormai sarebbe alla frutta se non all'ammazzacaffé.

naturalmente ci sono delle affermazioni sulle quali non si DEVE dissentire, bastava ascoltare la giornaliste de Il Foglio nell'ultima giornata (per fortuna) su Prima pagina (Radiorai 3)

MAI SENTITA UNA SCIOCCHEZZA SIMILE 
Un cristiano non può essere nazista. Per cui un nazista non può essere un fondamentalista cristiano. E' la prima volta che si sente un'appellativo del genere.
commento inviato il 23-07-2011 alle 21:02 da giulioconsole1  

Ma per fortuna c'è anche chi dissente e, non é certo un caso, proprio da quell'area cattolica o semplicemente cristiana orientata al DIALOGO

Il già letto riguarda invece il modo univoco con il quale la stampa italiana ha presentato l'attentato affibbiandone la responsabilità alla religione islamica. Lo hanno fatto tutti i quotidiani da “Il Manifesto – quotidiano comunista” all'ultra destro “Libero”, passando per “Il Giornale”, “Il Fatto”, “La Repubblica”, “Il Corriere della sera”, “L'Unità”, “La Stampa” e scusate se ne dimentichiamo qualcuno.

 

“Sociologi”, “politologi”, “intellettuali” (permetteteci le virgolette giusto per mettere in discussione le loro qualifiche) di vario ordine e grado si sono lanciati in spericolate analisi a senso unico, a cominciare dalla Fiamma Nirenstein su “Il Giornale”, secondo la quale «Ciò che importa è che la guerra dell’islamismo contro la nostra civiltà, se verrà confermata l’ipotesi che nel corso della giornata è diventata sempre più robusta, è feroce e aggressiva», a finire al professor Renzo Guolo, che sull'Unità viene descritto come uno dei più autorevoli studiosi dell’Islam radicale, secondo il quale «Vi sono diversi motivi che fanno della Norvegia un obiettivo agli occhi dei jihadisti» insieme all'Europa che potrebbe «essere tornata nel mirino qaedista per il suo impegno a fianco degli Stati Uniti o in ambito Nato su fronti caldissimi, dall’Afghanistan alla Libia».

E occorre andare anche un po' più in là, come si sono comportati i giornali ESTERI? Eccone alcuni (io ho aperto, vista la mia scarsa dimestichezza con tedesco e inglese, francesi e spagnoli):

 

http://www.zeit.de/       http://www.spiegel.de/

http://www.faz.net/       http://www.lemonde.fr/

http://www.lefigaro.fr/  http://www.elpais.com/

ma ci sarà un motivo per questo tipo di reattività anche fra giornali molto lontani fra loro. Vogliamo essere maliziosi? Opinione mia, ovvio, ci sono molti motivi: una ricerca ossessiva dello SCOOP, la convinzione che il senso collettivo sia di fastidio verso chi viene da fuori (anche là dove si manifesta, a parole ecortei), meglio non esagerare e non dare troppo fastidio ai padroni vaticani, infine e molto più probabile, i mussulmani in Italia si possono attaccare tranquillamente, tanto poi chi è che li protegge? e quanto contano,quanto si rischia?