l'abilità verbale di chi scrive per LOR SIGNORI è sempre più apprezzabile, peccato che serva solo per far sentire sereni solo quelli che non vogliono vedere e sapere.

<Primi segnali d'inversione di tendenza nel mercato del lavoro: il Centro studi Confindustria (Csc) segnala che tra febbraio e aprile le imprese che, per il primo semestre, prevedevano un aumento dell'occupazione hanno superato chi invece stimava una contrazione, 22,6% contro 11%. Situazione invertita rispetto all'anno prima quando il saldo delle previsioni era risultato negativo per il 5,7%. Nel 2010 invece si è attenuata l'onda lunga della crisi: gli associati di Confindustria hanno registrato un calo degli addetti dell'1,1%, meno negativo rispetto al -2,2% dell'anno prima. Sono quindi diminuite le uscite ma non sono ripartite le assunzioni. E in attesa che ripartano realmente, le crisi industriali non vanno in vacanza nemmeno in agosto: la pausa estiva lascia in sospeso 187 tavoli di crisi aperti presso il ministero dello Sviluppo economico con 224mila lavoratori. La settima indagine del CsC sul mercato del lavoro registra in flessione l'occupazione nell'industria «dove i livelli di attività sono caduti di più durante la recessione e rimangono molto depressi». I servizi invece danno un cenno di reazione e registrano un +0,9%. >

Insomma stiamo meglio, nonostante l'epidemia imperante si muore di meno.

MA SI MUORE.

<Sempre secondo il CsC sono aumentate le cessazioni involontarie del rapporto di lavoro, licenziamenti e mobilità, che hanno rappresentato la causa d'uscita nel 14,2% dei casi. Quasi un caso su dieci nelle grandi imprese ha riguardato prepensionamenti e incentivi all'esodo (6,5% del totale). È inoltre aumentata la quota di nuove assunzioni con contratto a termine (64,1% del totale) mentre è scesa ancora, dal 42,1% del 2008 al 35,9% nel 2010, la quota di prime assunzioni a tempo indeterminato. Infine, è rimasto alto il ricorso alla cassa integrazione: ha assorbito forza lavoro pari al 6,3% delle ore lavorabili nell'industria e all'1,3% nei servizi.>

Bello "le cessazioni involontarie del rapporto di lavoro" e "l'aumentata quota con contratto a termine" dal 57.9 al 61.4.

I MAL OCCUPATI e I DISOCCUPATI RINGRAZIANO: qualche eufemismo aiuta sempre, in fondo con un po' di vasellum là dove accade duole di meno.