Chi è vissuto a Trieste sa che fra qualche giorno, anzi già adesso passato San Nicolò, suonano i campanelli e gruppi di tre bimbetti intonano la canzoncina che inizia come nel titolo, canzoncina che ci deve portare all'Epifania. Trieste ignora, o forse ignorava manco da tanto tempo, babboNatale e riecheggia quel che più la lega al vicinissimo, e talvolta troppo lontano, Oriente. Non riesco, infatti, a dimenticare quel piccolo nero e segaligno giovane ribaldo anarchico di mio nonno con tanto di nome Augusto che a fine '800 se ne andava a spasso per l'Impero Asburgico libero (e ben controllato dall'efficiente polizia imperiale) di muoversi senza problemi in quel caos di popoli e lo confronto con la realtà odierna fatta spesso di porzioni di territorio ottusamente circoncluse.


Ma eccoli qui BONANNI RAFFAELE, classe 1949 abruzzese in origine manovale edile, con il pizzetto quasi da D'Artagnan sotto bianchi baffoni quasi da Stalin, ANGELETTI LUIGI, classe 1949 reatino di provenienza metalmeccanico, baffi intermedi su una faccia concreta da quasi mastino semibuono, e poi CAMUSSO SUSANNA, classe 1955, un passato da dirigente FIOM e provenienza PSI (come EPIFANI) oltre che lombarda. 

Tutti e tre sostanzialmente dei TRATTATIVISTI, Angeletti da segretario UILM conclude un contratto senza una ora di sciopero, la Camusso deve fare i conti con la FIOM barricadera e a parole intransigente.

E adesso alla prova del budino, tornati di nuovo unitari e costretti dalla realtà a giocare di punta e di tacco con freno frizione e acceleratore per non perdere contatto con la base, nè portare lo scontro fuori dalla compatibilità. I più incasinati sono i primi due che escono da un recente passato di prese per il culo da parte del passato Governo che li ha usati nell'illusione reciproca di riuscire a spaccare la CGIL o, quantomeno, a neutralizzarla. Il risultato è stato quello di non portare novità nel pubblico impiego e nel parastato terreno di caccia dei due maschietti e fonte elettorale del PdL (con "L" dai più vari significati, penali compresi).

Non dimentichiamo poi la UGL con Centrella, classe 1966 di provenienza operaia campano divenuto segretario dopo l'uscita della Renata Polverini, con buoni risultati specie nelle aziende metalmeccaniche e che nei rapporti con gli altri tre ha spesso un atteggiamento unitario ma, soprattutto, continua a svincolarsi dalla matrice natale CISNAL ormai anagraficamente e qualitativamente inutile. 

Come è andato l'incontro di ieri? Lo capiremo fra un po', di facciata la guerra continua e lo sciopero si farà domani. Qualcosa salterà fuori per i pensionati, vero serbatoio di tutti i sindacati sia congressuale che finanziario, per l'industria secondo il modesto parere mio nessuna novità, a conferma del trend abituale che vede le retribuzioni italiane a livello sub-umano per le categorie operaie per la felicità di una industria carente di innovazione e ricerca, tutte cose che padroni e sindacati non sanno cosa sia, compresi i titillatori ideologici FIOM.