La caccia grossa contro il PD é lo sport più praticato dalla comunicazione italiana, ed é comprensibile, non si rischia niente (non ci sono posizioni di potere che possano portare a conseguenze ai criticoni, la struttura di partito é abituata a dover giocare di equilibrio fra le tante anime che si agitano all’interno, Bersani é apparentemente un “buono”, salvo a sbattere fuori velocemente chi é scoperto mentre sbaglia non solo penalmente, i sondaggi tutto sommato non risentono di queste pretese “sconfitte”) ed é particolarmente divertente leggere i titoli di LIBERO o IL GIORNALE, che hanno ben altri problemi e PADRONE. 

E passiamo ai dati, la Vincenzi porta a casa il 27.5%, la Pinotti attorno al 23%, assieme fanno il 50 e qualcosa % e ovviamente l’erede del casato DORIA il 46%  lasciando un 4%, quasi, alla Burlando § C. E’ sottolineato il successo nella zona bene (oltre il 60%). In pratica si é ripetuto quanto in qualche modo accaduto a Milano con l’aggiunta del mito Don Gallo.

La storia della famiglia Doria depone a favore della collocazione politica del candidato che é stato favorito decisamente a sinistra, anche se fin dall’adolescenza si é mosso nell’ambito del PCI e le sue organizzazioni giovanile. L’adesione a SEL, nelle liste come INDIPENDENTE, é RECENTE.

C’é da sperare che l’appoggio alle elezioni vere ci sia, quanto al PD chi ha seguito sia pure come me saltuariamente gli atteggiamenti recenti della Vincenzi é forse stato il risultato migliore, proprio per il PD. Toglie di mezzo un sindaco che ormai era decotto, con l’insuccesso della PINOTTI prevedibile (la Vincenza aveva, e forse ha ancora, un forte seguito nella città) si mette finalmente mano, si spera, al PD genovese eliminando persone che da tempo si dedicano più a difendere le piccole aree di potere che ai problemi reali e concreti.

Sui tempi lunghi, se Bersani tiene, il PD ne guadagnerà in serietà sia che Doria sia una versione ligure di Pisapia, sia che si riveli una specie di DE MAGISTRIS. Temo, E SPERO, che non sarà vicino a nessuno dei due, prché se la sua laurea in lettere abbinata a una preparazione economica, sia pure storica, fanno prevedere più uno studioso che un gestore, però la sua esperienza negli enti locali e la gavetta fatta in tanti anni di politica lo potrebbero adatto a unire le tante anime della solita sinistra, o centrosinistra che sia, e sarebbe il miglior risultato per tutti e l’ulteriore dimostrazione che tra i PROFESSORI si nascondono le speranza dell’AVVENIRE.

PS: finora l’uso delle primarie si é dimostrato strumento nell’insieme utile e redditizio, tranne a Roma, ma in quel caso c’era un avversario troppo potente, IL VATICANO, però la scelta della BONINO ha fatto capire all’anima “cattolica” del PD che i LAICI tra gli elettori sono una presenza FORTE, tanto é che nell’area di ROMA città é stata maggioranza perdendo solo nell’area “fascistoide” (e se quanto affermato da Concita De Gregorio corrisponde alla realtà forse sarebbe potuto andare decisamente  meglio).